Licenziamento

Licenziamento senza preavviso

Chi decide di recedere dal contratto di lavoro deve rispettare un periodo di preavviso affinché la risoluzione del rapporto di lavoro non rechi pregiudizio ad entrambe le parti.

Nel caso in cui il datore di lavoro licenzi il lavoratore senza preavviso si possono verificare diverse situazioni che dipendono dall’accettazione o meno del licenziamento da parte del lavoratore stesso. Al lavoratore che accetta spetta l’indennità di mancato preavviso.

Lo stesso accade nell’ipotesi in cui il datore di lavoro rifiuta il preavviso da parte del lavoratore dimissionario.

Per approfondimenti: www.inps.it

 

Impugnare il licenziamento

Il licenziamento per essere valido deve essere giustificato e deve essere anche comunicato al lavoratore in forma scritta (art. 2, co. 2° L. n. 108/1990).
La motivazione può non essere data immediatamente dal datore, in tal caso il lavoratore può chiederla entro 15 giorni dalla comunicazione del licenziamento, il datore sarà così obbligato a fornire le cause entro 7 giorni dalla richiesta.

Qualora il lavoratore ritenga il licenziamento illegittimo può impugnarlo entro 60 giorni dalla sua comunicazione o dalla comunicazione dei motivi, se avvenuta posteriormente. L’art. 6 della L. n. 604 prevede che l’impugnazione sia fatta in forma scritta, anche tramite lettera raccomandata spedita al datore. In tal caso è meglio farsi assistere dai sindacati.

Prima di rivolgersi al giudice, il lavoratore è obbligato a tentare la strada della conciliazione extragiudiziale col datore entro 60 giorni dalla presentazione della richiesta di giudizio. La legge, infatti, prevede, come condizione di procedibilità dell’azione giudiziaria, il tentativo obbligatorio di conciliazione.
Se la conciliazione non viene raggiunta prosegue il giudizio di fronte al magistrato del lavoro.

Le parti, in alternativa, possono scegliere di affidare la decisione sulla legittimità del licenziamento ad un collegio arbitrale, previsto dal c.c.n.l.

 

Il licenziamento nei paesi Europei

 

Di seguito una veloce panoramica sulla pratica del licenziamento nei vari paesi europei


Austria
Quando una persona è licenziata ingiustamente, il datore di lavoro è obbligato a reintegrarla e a pagare un risarcimento. Questo rimborso comprende la liquidazione e una somma uguale allo stipendio che avrebbe dovuto essere percepito nel periodo tra il licenziamento e la conclusione legale del caso.

Belgio
In questo Paese invece non esiste per il lavoratore il diritto al reintegro, ma solo un risarcimento,  che comprende il periodo di preavviso e un rimborso danni pari a sei mensilità.

Danimarca
La legge danese ammette l’ordine di reintegro del lavoratore licenziato ingiustamente e stabilisce un risarcimento pari a un anno di retribuzione.

Finlandia
Il reintegro sul posto di lavoro è ammesso ma non può essere imposto per legge. Nel caso in cui il lavoratore sia stato licenziato ingiustamente, è risarcito con una somma che oscilla da tre a venti mensilità. Una misura particolare poi, prevede il diritto del lavoratore alla formazione per mantenere la professionalità.

Francia
Come in Finlandia, l'ordine di reintegro è ammesso ma non può essere imposto. La somma del risarcimento per il lavoratore va da un minimo di 6 mensilità a oltre 24. In alcuni casi è prevista anche un’indennità che varia in base al danno subito.

Germania
In questo Paese è previsto che il datore di lavoro reintegri il lavoratore licenziato ingiustamente. In alternativa il datore di lavoro, spiegando le ragioni che rendono impraticabile il reintegro, deve risarcire il lavoratore con un’indennità da 12 a 18 mensilità in base all'anzianità di lavoro. Il giudice può stabilire anche una quota aggiuntiva. Il lavoratore poi ha diritto a prestare la sua attività durante la vertenza giudiziaria.

Grecia
Anche in questo paese è ammesso l'ordine di reintegro. Il risarcimento per il lavoratore inoltre è un’indennità per il periodo tra la data del licenziamento e la decisione del giudice.

Paesi Bassi
In Olanda invece il datore di lavoro può scegliere se reintegrare il lavoratore, o in alternativa, versargli un'indennità.

Portogallo
Reintegrare il lavoratore licenziato ingiustamente è obbligatorio per il datore di lavoro. Il dipendente però può scegliere tra il reintegro e il pagamento delle mensilità arretrate, o un'indennità pari a una mensilità per ogni anno di servizio.

Regno Unito
Nessun diritto di reintegro. Il risarcimento prevede: un rimborso base pari a 6600 sterline, un importo compensatorio di 12 mila sterline ed eventualmente degli importi speciali. L'unico caso in cui è ammessa la reintegrazione del lavoratore è quella di licenziamento per "motivo illecito", come la discriminazione per motivi politici o razziali.

Spagna
La legge spagnola ammette l'ordine di reintegro. Il datore di lavoro però può opporsi con un rifiuto motivato. In questo caso verserà al lavoratore un'indennità pari a 45 giornate lavorative per ogni anno di anzianità, più gli arretrati. E' prevista inoltre un’indennità per la mancata reintegrazione.

Svezia
Il licenziamento può avvenire solo per grave disobbedienza o per ristrutturazione dell'azienda. Il giudice può imporre il reintegro o il risarcimento dei danni più le retribuzioni maturate dal momento del licenziamento fino al termine della sentenza. Se il datore di lavoro nega il reintegro deve corrispondere un'indennità che va da 16 a 48 mensilità.

Svizzera
In questo Paese infine non esiste il diritto di reintegro, ma solo un risarcimento pari a un’indennità limitata al periodo di preavviso, oppure dal giorno del licenziamento a quello della sentenza, con un limite di sei mensilità.



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NOTA: Alcuni contenuti di questa pagina sono interessati dalle modifiche introdotte dalla cd. "Riforma Fornero" (Legge 28 giugno 2012, n. 92) in vigore dal 18 luglio 2012. Questa pagina di Cassa Integrazione è in aggiornamento e la presente nota verrà rimossa ad aggiornamento completato.



Commenti  

 
#11 LU 2013-10-31 09:53
Volevo sapere se una società di impianti a fune con 12 dipendenti può chiedere la cassa integrazione in deroga per 11 dipendenti e licenziarne uno solo ( figura obbligatoria - direttore piste ) motivo: ristrettezze economiche.
Grazie.Luisa
 
 
#10 stella 2013-08-05 21:35
buonasera.
Potete dirmi se lo studio professionale per cui lavoro ha il diritto di licenziarmi prima della fine del periodo di cassa integrazione? C'è un verbale di cassa integrazione in deroga fino al 31/12/2013 ma se non firmo un verbale di conciliazione subito (dove mi propongono 2 mesi e mezzo di stipendio e di rimanere in cassa integrazione fino al 31/12/2013 pe r poi licenziarmi io però) mi licenziano subito. Dicono che non riescono a sostenere la spesa del mio stipendio visto che hanno definito di anticipare quanto dovuto dalla cassa integrazione che poi renderò nel momento in cui riceverò l'assegno. E' una valida motivazione?
 
 
#9 Gennaro.p 2013-05-12 13:11
Salve ho sentito parlate di cassa integrazione dopo un licenziamento, ma è vera sta notizia???
Mi spiego meglio: sono stato licenziato il 28/7/12 senza preavviso, ho fatto la domanda di disoccupazione e questo mese è l ultimo con " sussidio .
Quindi se è vero quello che ho sentito almeno avrò un altro po' di respiro.
Grazie
 
 
#8 michele 85 2013-01-28 18:34
Salve io sono assunto a tempo indeterminato e al 1 febbraio 2013 nella mia azienda partirà la cassa integrazione straordinaria.I o vorrei sapere se nel caso in cui trovassi un nuovo lavoro dovrei sempre dare il preavviso e se la nuova azienda potrebbe assumermi sempre a tempo indeterminato.I n attesa di una eventuale risposta porgo i miei più distinti saluti
 
 
#7 VeronicaMO 2012-04-29 19:14
Lavoravo da un artigiana da 7 mesi,ma purtroppo causa crollo commesse, da gennaio 2012 sono a casa senza lavoro e senza CIG. Se la mia datrice di lavoro intendera'licen ziarmi,deve mandarmi comunicazione scritta ?? Poi con la nuova legge POSSO PRSENTARE QUALCHE DOMANDA DI DISOCCUPAZIONE ??Confermo ho superato i 78 gg.lavorativi per il 2011
Con tutte queste variazioni del nuovo governo...ho dirittto a qualche euro ?? Grazie e spero di trovare un lavoro,per non dipendere dai MIEI NONNI
 
 
#6 francesco 2012-02-17 16:28
SALVE.
VORREI UN PARERE, SU UNA MIA SITUAZIONE LAVORATIVA DI INFORTUNIO, NEL 2005.
VENGO ASSUNTO DA UNA SOCIETA' DI VIGILANZA DELLA PROV.DI TREVISO NEL PERIODO DI PROVA SUBISCO UN INFORTUNIO PER IL QUALE HORIPORTATO UN INABILITA AL LAVORO DEL.
 
 
#5 sebastiano 2011-07-12 08:35
salve io sono in C.i in deroga mi potete dire quante ore lavorative al giorno sono abligato a fare quondo il mio datore di lavoro mi chiama a lavorare nei giorni che a lui ci serve la manodopera sono un operaio adetto al settore alberghiero con mansione di addetto alle pulizie vi ringrazio e aspetto una vostra risposta per via E-MAL
 
 
#4 Andrea 2011-07-11 18:13
Buongiorno,
vorrei sapere se in regime di CIGS la ditta può trattenermi il preavviso se non completo il periodo previsto per legge. Farò circa 1 mese e 15 giorni e non 4 mesi previsti per il mio livello e anzianità.

Grazie.
 
 
#3 Andrea 2011-07-11 18:01
Buongiorno,
vorrei sapere se durante la CIGS dimettendomi e non completando il preavviso di legge la ditta può trattenermi il preavviso. Farò circa 1 mese e 15 giorni invece dei 4 mesi previsti per la mia anzianità e livello.
La CIGS finirà il 12 febbraio 2012.
Grazie.
 
 
#2 Salvatore 2010-07-31 06:14
Salve.
Volevo sapere un parere vostro.Siccome ho subito un licenziamento per giusta causa e io ho fatto ricorso al giudice del lavoro del tribunale di competenza della mia zona,il giudice stesso ha ordinato la reintegrazione al posto di lavoro.Ora mi chiedo:la reintegra da quando avviene dal giorno del licenziamento oppure dal giorno dell'ordinanza? e poi nell' ordinanza il giudice non ha messo il pagamento degli stiprndi da giorno del licenziamento al giorno della reitegrazione è da considerarsi sotto inteso nell' ordinanza o come mi ha detto l'avvocato degli stipendi poi se ne parlerà nella causa di merito.Vi ricorso che ho fatto ricorso con ex art.700 in via d'urgenza.grazi e
 

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