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Lo stato Italiano mette a disposizione dei lavoratori in cassa integrazione interessanti strumenti che consentono di lavorare e raggiungere guadagni extra, senza perdere i contributi previsti dalla cassa integrazione. In pratica è possibile, attraverso le formule che scopriremo in questa miniguida, arrotondare i magri guadagni della cassa integrazione. La legge Italiana non vieta, infatti, che nel corso di un periodo di cassa integrazione il lavoratore possa dedicarsi ad un altro lavoro, sia subordinato che autonomo. L'attività lavorativa che si intraprende dovrà avere carattere di temporaneità. In caso di reimpiego in lavoro a tempo indeterminato, dopo il periodo di prova il rapporto di lavoro con l'azienda di provenienza viene definitivamente terminato e non vi è più possibilità di rientrare in cigs. E’ invece ammesso il rientro in cigs in qualora non si superasse il periodo di prova.
E’ comunque obbligatorio comunicare preventivamente sia all'Inps sia all'impresa dalla quale si è sospesi, in forma documentabile (raccomandata a.r.) l’inizio della nuova attività. Vediamo nel dettaglio tutte le possibilità di lavoro in abbinamento alla cassa integrazione cigs e cigo:
Il lavoro part time non fa perdere la cassa integrazione
Nel caso di lavoratori part time in condizione di cassa integrazione, è possibile la cumulabilità piena con l’altra attività lavorativa part time che si svolge in orari diversi da quelli del rapporto sospeso. In pratica se con l’azienda “A” che ci ha messo in cassa integrazione avevamo un lavoro part-time la mattina, con la nuova azienda “B” possiamo lavorare part time il pomeriggio senza perdere la cassa integrazione!
Prestazioni occasionali: più facili con i buoni lavoro
Il lavoro occasionale di tipo accessorio è una particolare modalità di prestazione lavorativa prevista dalla Legge Biagi. La sua finalità è regolamentare quei rapporti di lavoro che soddisfano esigenze occasionali a carattere saltuario, con l’obiettivo di far emergere attività confinate nel lavoro nero, tutelando in tal modo lavoratori che usualmente operano senza alcuna protezione assicurativa e previdenziale.
Il pagamento della prestazione avviene attraverso i cosiddetti voucher (buoni lavoro), che garantiscono, oltre alla retribuzione, anche la copertura previdenziale presso l'Inps e quella assicurativa presso l'Inail.
Vantaggi dei buoni lavoro
• Per il committente (datore di lavoro)
Il committente può beneficiare di prestazioni nella completa legalità, con copertura assicurativa INAIL per eventuali incidenti sul lavoro, senza rischiare vertenze sulla natura della prestazione e senza dover stipulare alcun tipo di contratto.
• Per il prestatore (lavoratore)
Il prestatore può integrare le sue entrate attraverso le prestazioni occasionali, il cui compenso è esente da ogni imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato. Il compenso dei buoni lavoro dà diritto all'accantonamento previdenziale presso l'Inps e alla copertura assicurativa presso l'Inail ed è totalmente cumulabile con i trattamenti pensionistici. I committenti – cioè coloro che impiegano prestatori di lavoro occasionale - possono essere:
- famiglie
- privati
- aziende
- imprese familiari operanti nei settori del commercio, turismo e servizi
- imprenditori agricoli
- enti senza fini di lucro
- enti pubblici (solo in caso di prestazioni per lavori di emergenza e di solidarietà - comma 1, lettera d, art. 70 del D.Lgs n. 276/03 modificato dalla Legge n. 33/2009).
Il ricorso ai buoni lavoro è limitato al rapporto diretto tra prestatore e utilizzatore finale, mentre è escluso che una impresa possa reclutare e retribuire lavoratori per svolgere prestazioni a favore di terzi come nel caso dell’appalto o della somministrazione.
I prestatori che possono accedere al lavoro occasionale accessorio sono:
- Lavoratori in Cassa Integrazione
fino al 31 dicembre 2009, in via sperimentale, anche i lavoratori in cassa integrazione, in mobilità, in disoccupazione ordinaria o in trattamento speciale di disoccupazione edile. NOTA IMPORTANTE: E’ quasi certo che i cassa integrati potranno usufruire dei buoni lavoro anche per l’anno 2010, a seguito del periodo sperimentale introdotto nel 2009. Fonti ministeriali lasciano intendere che il tetto dei 3.000 Euro potrà essere sfondato nel 2010 a favore di una adeguata compensazione dei mancati redditi derivanti dallo stato di emergenza introdotto dalla Cassa Integrazione. Il sito www.cassaintegrazione.it pubblicherà in tempo reale tutte le notizie ufficiali emanate dal Ministero del Lavoro e dall’INPS, utili alle aziende e lavoratori direttamente interessati
- pensionati
titolari di trattamento pensionistico in regime obbligatorio - studenti nei periodi di vacanza e il sabato e la domenica.
- Tutti i lavoratori sia disoccupati che dipendenti: per questi ultimi, se pubblici, è necessaria l’autorizzazione dell’amministrazione di appartenenza.
I prestatori possono svolgere attività di lavoro occasionale:
• in generale fino ad un limite economico di 5.000 euro netti (6.660,00 euro lordi) per singolo committente nell’anno solare; • nel caso di percettori di prestazioni integrative o di sostegno al reddito, fino ad un limite economico di 3.000 euro netti complessivi per anno solare e non per singolo committente.
Aree di attività in cui si applica il lavoro occasionale accessorio
Il sistema dei voucher trova al momento applicazione per prestazioni rese nei seguenti ambiti lavorativi:
• imprese del settore agricolo: per tutte le attività di carattere stagionale e per le attività agricole, anche non stagionali, solo nel caso in cui siano svolte a favore dei produttori aventi un volume di affari non superiore a 7.000 euro;
• Imprese familiari nei settori commercio, turismo e servizi: per le attività specifiche normalmente esercitate nel campo del commercio, del turismo e dei servizi, l’impresa familiare potrà utilizzare qualsiasi tipologia di prestatori, con buoni lavoro ai quali si applica la contribuzione ordinaria del lavoro subordinato. In questo caso la prestazione di lavoro occasionale deve essere svolta da soggetti estranei all’imprenditore e all’impresa familiare stessa. In tutti i casi di utilizzo di prestazioni di lavoro occasionale l’impresa familiare dovrà rispettare il limite economico dei 10.000 euro per anno fiscale;
• Settore domestico: i “lavori domestici di tipo occasionale accessorio” riguardano quelle prestazioni svolte esclusivamente in maniera occasionale, discontinua e saltuaria per far fronte ad esigenze familiari relative alla cura della famiglia e della casa che non presentano il carattere dell’abitualità. In questa fattispecie si inseriscono il babysittering così come il dogsittering;
•Llavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione di edifici, strade, parchi e monumenti;
• Manifestazioni sportive, culturali, fieristiche o caritatevoli e di lavori di emergenza o di solidarietà (svolti anche a favore di committenti pubblici);
• consegna porta a porta e vendita ambulante di stampa quotidiana e periodica;
•Iinsegnamento privato e supplementare;
• In qualsiasi altro settore produttivo, ma limitatamente a queste tipologie di prestatori:
- giovani con meno di 25 anni di età, regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso l’università o un istituto scolastico di ogni ordine e grado e compatibilmente con gli impegni scolastici nonchè il sabato e la domenica, in tutti i periodi dell’anno, e durante i periodi di vacanza;
- pensionati;
- percettori di prestazioni integrative del salario o con sostegno al reddito, in via sperimentale per il 2009 e nel limite di 3000 euro annui.
Come funziona il sistema dei “buoni lavoro” (voucher)
Il pagamento delle prestazioni di lavoro occasionale accessorio avviene attraverso il meccanismo dei ‘buoni', il cui valore nominale è pari a 10 euro. E’, inoltre, disponibile un buono ‘multiplo’, del valore di 50 euro, equivalente a cinque buoni non separabili.
Il valore nominale comprende la contribuzione in favore della gestione separata dell'INPS (13%), che viene accreditata sulla posizione individuale contributiva del prestatore; di quella in favore dell'INAIL per l'assicurazione anti-infortuni (7%) e di un compenso al concessionario (Inps), per la gestione del servizio (5%).
Il valore netto del voucher da 10 euro nominali, cioè il corrispettivo netto della prestazione, in favore del prestatore, è quindi pari a 7,50 euro.
Il valore netto del buono ‘multiplo’ da 50 euro, cioè il corrispettivo netto della prestazione, in favore del lavoratore, è quindi pari a 37,50 euro. I buoni (voucher) sono disponibili per l'acquisto su tutto il territorio nazionale, presso le Sedi INPS.
I buoni 'cartacei' acquistati dal committente, e non utilizzati, sono rimborsabili esclusivamente restituendoli presso le Sedi Inps, le quali emetteranno a favore del datore di lavoro un bonifico domiciliato per il loro controvalore e rilasceranno una ricevuta.
Acquisto buoni lavoro
L’acquisto dei buoni lavoro può avvenire mediante due procedure:
- procedura cartacea - procedura telematica
La procedura telematica è accessibile dalla pagina Accesso ai servizi del sito web www.inps.it.
Per le prestazioni occasionali accessorie rese nell’ambito dell’impresa familiare di cui all’art. 70, comma 1, lettera g) del D.Lgs. n. 276/03 – per cui si utilizzano i ‘buoni a contribuzione ordinaria’ - è previsto esclusivamente l’utilizzo della procedura con acquisto telematico.
Riscossione buoni lavoro
La riscossione dei buoni cartacei da parte dei prestatori/lavoratori può avvenire presso tutti gli uffici postali sul territorio nazionale. Per consentire la riscuotibilità del voucher presso gli uffici postali e il corretto accredito dei contributi previdenziali e assistenziali, si raccomanda di indicare tutte le informazioni richieste nel buono lavoro, compilando i campi relativi al codice fiscale del committente/datore di lavoro, codice fiscale del prestatore/lavoratore, data di inizio e di fine prestazione.
Prenotazione buoni lavoro cartacei
E' disponibile un modulo, da inviare tramite fax alle Sedi regionali INPS, con cui i datori di lavoro possono effettuare una richiesta di prenotazione di buoni lavoro cartacei, indicando la sede provinciale prescelta per il ritiro.
• Modulo fax prenotazione (formato .pdf 52,26 Kb) • Elenco fax Direzioni Regionali INPS (formato .pdf 24,27 Kb)
Maggiori informazioni su: www.lavoro.gov.it
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Commenti
in riferimento al "lavoro p.time non fa perdere la cassa integrazione" su scritto, siete sicuri di ciò che affermate? io rappresento proprio l'esempio indicato: p.time mattutino attualmente in CIG in deroga e avrei trovato un p.time pomeridiano (entrambi a 4 ore ciascuno); il sindacalista Cisl mi ha detto che perdo il diritto all'indennità CIG perchè avendo trovato un altro contratto p.time per l'INPS risulto ricollocata al lavoro. Tuttavia, siccome non mi fido sto aspettando la risposta anche dalla sede INps...
Fatemi sapere anche voi, grazie.
sapere se posso fare lavoro occasionale con ritenuta d'acconto senza nulla perdere per quanto riguarda la cigs sia a livello salario che contribuzione??
Grazie
vorrei porvi alcuni quesiti.
Sono in cassa integrazione in deroga a zero ore di un contratto full time a tempo ind.
Nel caso di una nuova assunzione part-time a tempo det/ind. perderei nel totale la cassa integrazione o la manterrei perlomeno per metà?
Secondo quesito.
Diventare socia di una cooperativa ti fa perdere i diritti della cassa integrazione?
Grazie!