Cassa Integrazione 2013: le principali novità della riforma Fornero

Come cambia la Cassa Integrazione con la Riforma Fornero: le tutele nel rapporto di lavoro
La riforma del Lavoro Fornero (Legge 28 giugno 2012, n. 92) ha introdotto alcune novità che riguardano gli ammortizzatori sociali e la Cassa Integrazione.
Questa Miniguida di CassaIntegrazione.it* li analizza nel dettaglio.
Alle tutele in costanza di lavoro è dedicato l’art. 3, che interviene sulla materia in diversi modi.
 
Cassa Integrazione Straordinaria.
Anzitutto vi sono alcune modifiche alla legislazione attuale in materia di Cig straordinaria.
L'Aspi sostituisce i casi in cui la Cassa integrazione straordinaria (CIGS) copre esigenze non connesse alla conservazione del posto di lavoro.
Si provvede ad ampliare l’intervento a tutte quelle imprese che formalmente non rientravano sinora nell’ambito di applicazione della Cassa, ma a cui i trattamenti erano stati estesi sulla base di disposizioni transitorie costantemente prorogate (imprese esercenti attività commerciali con più di 50 addetti; agenzie di viaggio e turismo e operatori turistici con più di 50 addetti; imprese di vigilanza con più di 15 addetti; imprese del trasporto aereo e del settore aeroportuale). 
 
Un intervento particolarmente rilevante è invece l’abrogazione, con effetto dal 2016, dell’art. 3, legge n. 223/91. Questa norma era stata modificata, all’indomani dell’entrata in vigore della legge n. 223/91, con il d.l. 148/93, conv. in legge n. 236/93 al fine di fare fronte alla grave ondata di crisi del periodo e volta a consentire l’intervento della Cassa anche nei casi di sottoposizione dell’azienda a procedure concorsuali in cui non sia stata disposta la continuazione dell’attività. 
 
Verrà abrogata quindi la cigs con causale per procedura concorsuale con cessazione di attività' (art. 3, L. 223/1991).
 
Non sarà più possibile fruire della cassa integrazione straordinaria nei casi in cui il rapporto di lavoro risulterà cessato, come tipicamente avviene nei fallimenti e in altre procedure concorsuali, ovvero lo stato dell'azienda sia tale da non far prevedere una prospettiva di ripresa al termine dell'intervento di sostegno del reddito.
 
Tuttavia possono esserci delle eccezioni: quelle in cui la cigs sia subordinata alla sussistenza di prospettive di continuazione o di ripresa dell'attività e di salvaguardia dei livelli di occupazione.
 
La valutazione delle prospettive di ripresa e la salvaguardia dei livelli occupazioni dovrà essere fatta sulla base dei parametri oggettivi che saranno emanati dal Ministero del lavoro.
 
La mancata concessione della Cig per procedura concorsuale determina una notevole accelerazione dei tempi necessari per poter avviare trattative e accordi volti alla salvaguardia dell’occupazione e dei beni aziendali.
 
La soppressione della possibilità di intervento della Cassa rende peraltro anche più onerosa la procedura, in quanto il curatore sarà tenuto a corrispondere le retribuzioni ai lavoratori, ciò che costituisce un incentivo notevole all’avvio immediato delle procedure per il licenziamento.
 
Cassa Integrazione in Deroga fino al 2016
Il secondo tipo di intervento sulla Cig è contenuto nell’art. 2 e consiste nella proroga, fino a tutto il 2016 della possibilità per il Ministro del lavoro di concedere i trattamenti di integrazione salariale in deroga, secondo le modalità e i criteri definiti nei commi 64-67 dell’art. 2.
 
I Fondi di Solidarietà per i settori non coperti dalla Cig
Infine, l’art. 3 introduce un nuovo tipo di integrazione salariale, che dovrà essere istituito sulla base di accordi e contratti collettivi aventi ad oggetto la costituzione di appositi fondi di solidarietà bilaterali per i settori non coperti dalla Cig.
 
Il legislatore considera l’istituzione dei fondi bilaterali obbligatoria – quanto meno con riferimento a tutti ai settori non coperti dalla Cig, in relazione alle imprese che occupano più di 15 addetti (comma 10) – e ne determina in modo minuzioso finalità e modalità operative.
 
In sostanza, le organizzazioni sindacali e imprenditoriali comparativamente più rappresentative a livello nazionale devono stipulare accordi e contratti aventi ad oggetto la costituzione di fondi di solidarietà per i settori non coperti dalla Cig, per assicurare la tutela del reddito dei lavoratori in caso di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa per cause previste dalla normativa in materia di integrazione salariale.
 
 
La costituzione, come detto è obbligatoria in tutti i settori non coperti dalla Cig e per le imprese con più di 15 addetti.
 
E' rimessa alla libertà delle parti sociali l’estensione dell’ambito di applicazione del fondo alle imprese con meno di 15 addetti e la previsione di eventuali altre finalità, anch’esse comunque già predefinite dal legislatore (tutela integrativa dell’Aspi in caso di cessazione del rapporto di lavoro; incentivi all’esodo per i lavoratori prossimi al pensionamento; finanziamento di programmi di formazione e riqualificazione professionale).
 
Il fondo è costituito dall’accordo o dal contratto, ma non ha autonoma personalità giuridica: alla sua effettiva costituzione si provvede con decreto del Ministro del lavoro e la collocazione e gestione del fondo sono affidate all’Inps (così come la determinazione degli oneri di amministrazione).
 
Il comitato amministratore è composto da esperti designati dalle parti sociali (non più di 10) e da due rappresentanti dei Ministeri del lavoro e dell’economia; il collegio sindacale e il direttore generale dell’Inps partecipano alle riunioni con voto consultivo.
 
Sempre con d.m., sulla base degli accordi/contratti e della proposta del comitato amministratore per le modifiche, sono definiti la disciplina delle prestazioni e delle aliquote contributive: si prevede un’aliquota minima dello 0,20%.
 
Sempre con d.m. sono inoltre stabiliti i requisiti di professionalità e onorabilità dei soggetti preposti alla gestione dei fondi, i criteri di contabilità degli stessi, nonché la determinazione di standard e parametri omogenei, al fine di consentire il controllo sulla corretta gestione. 
 
I commi 14 e ss. delineano un “modello alternativo” di fondi, riservato ai settori in cui siano già attualmente operanti “consolidati sistemi di bilateralità”, ovvero ove esistano già fondi bilaterali aventi finalità analoghe.
 
Infine, per garantire che tutte le imprese con almeno 15 addetti siano dotate di una forma di integrazione salariale, il legislatore ha previsto l’istituzione – sempre presso l’Inps - di un fondo residuale, destinato ai datori di lavoro con più di 15 dipendenti non soggetti alla Cig per i quali alla data del 31 dicembre 2013 non siano ancora operanti i fondi istituiti dalla contrattazione collettiva.
 
Si dispone espressamente che sia i fondi di nuova istituzione, sia il fondo residuale, siano finanziati con contributi dei datori di lavoro e dei lavoratori ripartiti – obbligatoriamente – nella misura di due terzi e un terzo, con un contributo aggiuntivo del datore di lavoro dell’1,5% in caso di utilizzo dell’istituto.
 
La differenza rispetto alla Cig non è irrilevante: quella ordinaria è infatti a totale carico del datore di lavoro, quella straordinaria è finanziata dal lavoratore nella misura di 1/4.
Anche qui si stabilisce espressamente che “i fondi non possono erogare prestazioni in carenza di disponibilità (c.26) e che gli interventi sono concessi “entro i limiti delle risorse già acquisite”.
*Estratto dalla Guida alla Riforma Fornero elaborata da WikiLabour e Cgil Milano
 
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NOTA: Alcuni contenuti di questa pagina sono interessati dalle modifiche introdotte dalla cd. "Riforma Fornero" (Legge 28 giugno 2012, n. 92) in vigore dal 18 luglio 2012. Questa pagina di Cassa Integrazione è in aggiornamento e la presente nota verrà rimossa ad aggiornamento completato.



Commenti  

 
#4 cristina 2014-03-22 12:21
Buongiorno sono una lavoratrice del terziario partime 20 ore sett . Purtroppo ora lavoro 12 ore e 6 sono in cassa integrazione in deroga. L'azienda puo' chiamarmi in orari diversi dal mio contratto per farmi lavorare le ore di cassa? Il mio contratto ha fascia pomeridiana e vengo chiamata anche il mattino presto. Grazie
 
 
#3 Roby 2013-11-27 07:32
Ciao cippalippa,
per legge non devi dare preavviso, il lavoratore non è in ferie o malattia, quando viene richiamato dal datore deve andare a lavoro, se rifiuta perde la cassaintegrazio ne. L'unico motivo per cui può rifiutarsi è malattia per la quale deve esibire certificato medico.
Ciao e buona giornata
 
 
#2 Tania 2013-11-26 13:53
Ciao
 
 
#1 cippalippa 2013-10-29 19:28
salve sono un datore di lavoro ,vorrei sapere se esiste legge che stabilisce un tempo di preavviso per chiamare l operaio in cassa integrazione in deroga al rientro a lavoro nel fabbisogno.prem etto che ho un solo operaio e purtoppo appunto per mancanza di lavoro e' stato messo in cassa.avendo io un centro estetico dove quindi impossibile stabilire orari in preavviso.volev o sapere anche se e' possibile che questo operaio per ripicca puo .non rispondere alle chiamate e addirittura rifiutarsi che ha gia fatto grazie
 

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