Normativa

La cassa integrazione e gli altri ammortizzatori sociali nella realtà economica attuale

La cassa integrazione guadagni ordinaria

La cassa integrazione guadagni (CIG), istituita con decreto legislativo luogotenenziale 9 novembre 1945, n. 788, è una prestazione economica erogata dall’INPS con la funzione di sostituire o integrare la retribuzione dei lavoratori sospesi dal lavoro o che lavorano a orario ridotto, in situazioni espressamente previste dalla legge.

Obiettivo della CIG è quello di sollevare le aziende, in momentanea difficoltà produttiva, dai costi del lavoro della manodopera temporaneamente non utilizzata, consentendo ai lavoratori di riprendere la loro collaborazione una volta superata tale difficoltà.

Come funziona

La CIG è valida sull’intero territorio nazionale.
L’importo che viene corrisposto è pari all’80% della retribuzione totale che sarebbe spettata per le ore di lavoro non prestate, entro un limite massimo mensile stabilito di anno in anno.
La CIG può durare al massimo 13 settimane, più eventuali proroghe fino a 12 mesi; in determinate aree territoriali il limite è elevato a 24 mesi.
Le istituzioni responsabili sono il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS).

La Cassa è alimentata dai seguenti contributi:
· contributo ordinario a carico delle imprese pari all’1% della retribuzione (0,75% nel caso di imprese con meno di 50 dipendenti);
· contributo addizionale per le imprese che usufruiscono della CIG, dell’8% dell’integrazione salariale corrisposta ai propri dipendenti (4% per le imprese con meno di 50 dipendenti);
· contributo a carico dello Stato.

Quando viene corrisposta

Spetta in caso di sospensione o riduzione dell’attività produttiva per situazioni aziendali dovute a eventi temporanei e non imputabili all’imprenditore o ai lavoratori, oppure a situazioni temporanee di mercato.

Gli eventi temporanei, previsti per l’applicazione, devono avere le seguenti caratteristiche:
· rientrare nell’ambito aziendale;
· non essere causati né dall’imprenditore né dal lavoratore;
· essere involontari e transitori;
· prevedere la ripresa certa del normale ritmo produttivo.

A chi è destinata

L’integrazione salariale ordinaria spetta ai lavoratori dipendenti con la qualifica di operai, impiegati, quadri, mentre non spetta ad apprendisti, dirigenti e lavoratori a domicilio.
È destinata alle industrie manifatturiere in genere, alle aziende di trasporto, di installazione di impianti, di produzione e distribuzione dell’energia, acqua e gas, alle industrie estrattive; inoltre si applica alle cooperative di produzione e lavoro e alle cooperative agricole.

Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria

Riferimenti normativi: D.Lgs.Lgt. 788/1945. Legge 164/1975.
Ambito territoriale: Intero territorio nazionale.
Soggetti interessati: Operai, impiegati e quadri delle imprese industriali in genere.
Presupposto: Sospensione o riduzione dell’attività produttiva a causa di:
· situazioni aziendali dovute ad eventi temporanei e non dovute all’imprenditore o ai lavoratori;
· situazioni temporanee di mercato.
Importo: 80% della retribuzione totale che sarebbe spettata per le ore di lavoro non prestate, entro un limite massimo mensile stabilito di anno in anno.
Durata massima: 13 settimane
· più eventuali proroghe fino a 12 mesi;
· in determinate aree territoriali il limite è elevato a 24 mesi.

La cassa integrazione guadagni straordinaria

Non tutte le situazioni problematiche delle aziende sono gestibili mediante l’attivazione della cassa integrazione guadagni ordinaria e per questo è stata istituita con legge 5 novembre 1968, n. 1115, la cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS). Lo scopo è di far fronte a durevoli eccedenze del personale di tipo strutturale, causate da crisi economiche settoriali o locali o ristrutturazioni e riorganizzazioni aziendali.
A differenza del trattamento ordinario, che interviene in situazioni congiunturali e risolvibili nel breve periodo, la CIGS è uno strumento di politica industriale finalizzato a una graduale eliminazione di personale in esubero, evitando le ripercussioni traumatiche sul piano sociale provocate dai licenziamenti collettivi. L’utilizzo di tale strumento precede, molto spesso, il ricorso alla procedura di messa in mobilità.

Come funziona la CIGS

La CIGS è valida sull’intero territorio nazionale.
L’importo da corrispondere ai lavoratori è pari all’80% della retribuzione totale che sarebbe spettata per le ore di lavoro non prestate, entro un limite massimo mensile stabilito di anno in anno.

Può durare al massimo:
· 12 mesi in caso di crisi aziendali;
· 24 mesi in caso di riorganizzazione, ristrutturazione e riconversione aziendale;
· 18 mesi per i casi di procedure esecutive concorsuali.
Le istituzioni responsabili sono il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS).

Il finanziamento della CIGS proviene da:
· contributo ordinario a carico delle imprese, pari allo 0,6% della retribuzione;
· contributo ordinario a carico del lavoratore, pari allo 0,3% della retribuzione;
· contributo addizionale a carico delle imprese che si avvalgono della CIGS, pari al 4,5% dell’integrazione salariale corrisposta ai propri dipendenti (3% per le imprese con meno di 50 dipendenti).

Quando viene corrisposta la CIGS

L’intervento straordinario di integrazione salariale può essere concesso per le seguenti cause:
· ristrutturazione, riorganizzazione o conversione aziendale ;
· crisi aziendale;
· fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria senza continuazione dell’esercizio di impresa, amministrazione straordinaria con continuazione dell’esercizio di impresa;
· contratto di solidarietà.

A chi è destinata

L’integrazione salariale straordinaria spetta ai lavoratori dipendenti con la qualifica di operai, impiegati, quadri, mentre non spetta ad apprendisti, dirigenti e lavoratori a domicilio.

Le tipologie di aziende interessate sono:
· imprese industriali (comprese quelle edili e affini), che nel semestre precedente la richiesta abbiano occupato mediamente più di 15 dipendenti.
· imprese cooperative agricole e zootecniche;
· imprese commerciali con oltre 200 dipendenti;
· imprese artigiane con più di 15 dipendenti che procedono alla sospensione dei lavoratori in conseguenza di interventi di integrazione straordinaria nell’impresa che esercita l’influsso gestionale prevalente;
· imprese editrici di giornali quotidiani e agenzie di stampa a diffusione nazionale ed editrici di giornali periodici;
· imprese appaltatrici servizi di pulizia o di mensa.

I contratti di solidarietà

L’ art. 1 della legge 19 dicembre 1984, n. 863, ha inoltre istituito una nuova forma di intervento di CIGS applicabile a seguito della stipula di contratti di solidarietà.
Si tratta di contratti collettivi aziendali che realizzano forme di solidarietà tra lavoratori attraverso la riduzione dell’orario di lavoro, il cui onere è parzialmente o totalmente a loro carico.
In questo caso il trattamento di integrazione salariale è pari al 50% della retribuzione persa a causa della riduzione di orario e viene corrisposto al massimo per 24 mesi, termine che pu˜ essere ulteriormente prorogato per un massimo di 36 mesi nel Mezzogiorno e di 24 mesi nelle altre aree (L. 48/88 e D.P.R. 218/78 e successive modificazioni).
L’applicazione dei contratti di solidarietà non procura danni al lavoratore né sulla maturazione e lÕammontare della pensione, né sul trattamento di fine rapporto (liquidazione).

Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria

Riferimenti normativi: D.Lgs.Lgt. 788/1945; Legge 1115/1968; Legge 164/1975, artt. 1-2; Legge 223/1991; Legge 236/1993.
Ambito territoriale: Intero territorio nazionale.
Soggetti interessati: Operai, impiegati e quadri delle imprese industriali in genere.
Presupposto:
Sospensione dal lavoro o riduzione di orario ridotto a causa di:
· crisi economiche settoriali o locali;
· ristrutturazioni, riorganizzazioni o conversioni aziendali;
· procedure concorsuali che interessino l’azienda.
Importo: 80% della retribuzione totale che sarebbe spettata per le ore di lavoro non prestate, entro un limite massimo mensile stabilito di anno in anno.

Durata massima:
· 12 mesi per le crisi aziendali;
· 24 mesi per la riorganizzazione, ristrutturazione e riconversione aziendale;
· 18 mesi per i casi di procedure esecutive concorsuali.

L’indennità di mobilità

In base alla legge 23 luglio 1991, n. 223, un’impresa può avviare le procedure di mobilità se, durante l’attuazione del programma di trattamento straordinario di integrazione salariale, ritiene di non essere in grado di garantire il reimpiego a tutti i lavoratori sospesi e di non poter ricorrere a misure alternative.

Come funziona

Per i primi 12 mesi l’importo erogato corrisponde al 100% del trattamento di cassa integrazione straordinaria percepito o che sarebbe spettato nel periodo immediatamente precedente il licenziamento; per i periodi successivi si riduce all’80% dello stesso importo.
In ogni caso l’indennità di mobilità non può superare un importo massimo mensile determinato di anno in anno.

È possibile usufruire di tale indennità per un periodo massimo che varia nel modo seguente:
· nel Centro-Nord 12, 24 o 36 mesi a seconda dell’età del lavoratore (fino a 39 anni; da 40 a 49; oltre 50);
· nel Mezzogiorno la durata è rispettivamente di 24, 36 e 48 mesi.

A chi spetta

Destinatari dell’indennità sono i lavoratori collocati in mobilità dalla loro azienda a seguito di:
· esaurimento della Cassa integrazione straordinaria;
· licenziamento per riduzione di personale o trasformazione di attività o di lavoro;
· licenziamento per cessazione dell’attività da parte dell’azienda.

I requisiti richiesti ai lavoratori per poterne usufruire sono i seguenti:
· iscrizione nelle liste di mobilità compilate dall’Ufficio Regionale del Lavoro;
· anzianità aziendale complessiva di almeno 12 mesi;
· 6 mesi di effettivo lavoro, comprese ferie, festività, infortuni.

L’azienda, per individuare i lavoratori da collocare in mobilità, deve rispettare i criteri individuati dai contratti collettivi stipulati con i sindacati, se esistono; altrimenti deve seguire i seguenti criteri (non alternativi tra loro):
· carichi di famiglia;
· anzianità;
· esigenze tecnico-produttive e organizzative.

Indennità di mobilità

Riferimenti normativi: Legge 223/1991
Soggetti interessati:
· lavoratori collocati in mobilità dalla loro azienda a seguito di esaurimento della Cassa integrazione straordinaria;
· lavoratori licenziati per riduzione di personale o trasformazione di attività o di lavoro;
· lavoratori licenziati per cessazione dell’attività dell’azienda.

Requisiti:
· iscrizione nelle liste di mobilità compilate dall’Ufficio Regionale del Lavoro;
· anzianità aziendale complessiva di almeno 12 mesi;
· 6 mesi di effettivo lavoro, comprese ferie, festività, infortuni.

Importo:
· 100% del trattamento di cassa integrazione straordinaria percepito o che sarebbe spettato nel periodo immediatamente precedente il licenziamento per i primi 12 mesi;
· 80% del predetto importo per i periodi successivi;
· in ogni caso l’indennità di mobilità non può superare un importo massimo mensile determinato di anno in anno.

Durata massima:
· nel Centro-Nord 12, 24 o 36 mesi a seconda dell’età del lavoratore (fino a 39 anni; da 40 a 49; superiore a 50);
· nel Mezzogiorno la durata è rispettivamente di 24, 36 e 48 mesi.

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Articoli precedenti

NOTA: Alcuni contenuti di questa pagina sono interessati dalle modifiche introdotte dalla cd. "Riforma Fornero" (Legge 28 giugno 2012, n. 92) in vigore dal 18 luglio 2012. Questa pagina di Cassa Integrazione è in aggiornamento e la presente nota verrà rimossa ad aggiornamento completato.



Commenti  

 
#20 Enzo 2014-08-24 05:54
Un centro commerciale vuole affittare un ramo d'azienda (solo food), pero mettendoci in mobilità 10 operai su 55.
La nuova societa' ci assume dalla mobilità ma cambiando i contratti indeterminati, avendo una agevolazione sui contributi cosi facendo licenziare sempre operai ogni 2 o 3 anni, c è un alternativa alla mobilità.
 
 
#19 massimo 2014-07-08 13:46
Salve,
Vorrei sapere se in una azienda di 13 operai e possibile avere la cassa integrazione ... eventuali 3 settimane o addirittura piu di un mese.
Quindi di conseguenza come bisogna agire ?
Vi ringrazio in anticipo per avermi informato
 
 
#18 lav 2014-06-07 10:29
Buongiorno, può la azienda aprire la Cassa Integrazione per una settimana e sospenderla per un solo giorno dopo averne utilizzati 3 e riprenderla il giorno successivo per ulteriori 3 e stabilire che il giorno di sospensione sia non-retribuito? Pare strano, ma Azienda ed Rsu impediscono ad un numero limitato di dipendenti di ricevere l'indennità relativa dall'INPS utilizzando un giorno "non-retribuito "....
 
 
#17 andrea conf 2014-02-20 10:29
Buongiorno, per gli OTD di una cooperativa agricola che Cassa Integrazione si può chiedere?
 
 
#16 MERY 2014-02-18 21:06
Buongiorno . lavoro per una ditta dove ci sono anche degli artigiani , ora sono in cassa d'integrazione da due mesi e al lavoro sono entrati pochi operai e anche degli artigiani .Volevo sapere se il padrone lo puo fare lasciare acasa gli operai e prendere gli artigiani a lavorare ? o chiesto informazioni ai sindacati e mi hanno risposto che lo posono fare , la ditta a 40 operai e nel'settore del'edilizia . Grazie
 
 
#15 ENPI54 2013-11-08 10:34
Buongiorno,
volevo porre un quesito relativo alla CIGS, e cioè:
sono stato posto in cigs per crisi aziendale il 28/02/2011 per una durata di 12 mesi; il 21 luglio dello stesso anno l'azienda è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Napoli e quindi è decaduta la CIGS; la curatela ha attivato una nuova procedura di CIGS per fallimento ed è stata concessa dal 22/07/2011 al 21/07/2012 (attualmente mi trovo in mobilità). Per tre mesi, e solo per quelli, (cioè marzo,maggio e luglio) del primo periodo di CIGS è stata applicata una riduzione salariale del 10%; alla mia domanda il funzionario dell'INPS della sede di competenza ha risposto che siccome precedentemente siamo stati in contratto di solidarietà si deve applicare questa riduzione, ed addirittura mi conviene stare zitto perchè doveva essere applicata per tutti i mesi.Un funzionario di un altra sede INPS, che come il primo cura le procedure di CIGS mi ha detto che ciò non è corretto in quanto le riduzioni salariali dopo il primo anno si applicano solo in caso di CIGS in deroga. Qual'è la verità? Mi conviene stare zitto o posso insistere per far valere la tesi del secondo funzionario? Ringrazio anticipatamente per la risposta.
 
 
#14 GIUSEPPINA 2013-10-07 19:48
SONO IN CASSA STRAORDINARIA DAL 28 GENNAIO IN UNA AZIENDA CHE HA PRESENTADO UN CONCORDATO PREVENTIVO AD OGGI ANCORA NON ABBIAMO PRESO UN EURO COSA POSSIAMO FARE A CHI POSSIAMO RIVOLGERCI GIUSEPPINA
 
 
#13 daniele 2013-09-29 17:01
avrei bisogno di sapere se una ditta che ha fatto richiesta di cig dopo averla anticipata ai lavoratori vedendo in seguito che non gli è stata concessa,può trattenerla dalle buste paga successive dei lavoratori come rimborso.
 
 
#12 alex 2013-08-16 20:11
sono in cassa integrazione ordinaria a ore zero da tre mesi e mezzo e non ho ancora percepito nessun tipo di "salario" cosa posso fare per avere informazioni circa il pagamento ,dato che le mie finanze sono finite e la banca continua a chiamare perche non copro l,'ammanco .Inoltre su 26 dipendenti sono l'unico che è a casa e so con certezza che vogliono che io mi licenzi con un incentivo all'esodo di soli 5000 € dopo vent'anni di lavoro in azienda, possono farlo ? e quanto posso chiedere in caso di accordo ,però chiedendo anche la mobilità? grazie !
 
 
#11 Saudade 2013-07-10 07:32
Salve,
ho una perplessità in merito alla CIGD.
Se l'indennità di cassa integrazione non viene pagata dall'Inps per molti mesi su chi bisogna rivalersi per avere i propri soldi? Qualcuno sostiene che se l'Inps non eroga deve essere l'azienda a pagarla. E' vero?
Potete chiarimi questo dubbio per sapere a chi chiederla?
Grazie anticipatamente.
Cordialmente.
DP
 

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